17 ottobre 2011

per cominciare (o di quel che serve per)

Di recente mi sono trovata a dover fare per un'amica una lista sui materiali, ridotti al minimo minimo, necessari per cominciare a sperimentare con la mokuhanga, mi sembrava carino e interessante condividere la cosa con voi e dare qualche suggerimento a chi fosse interessato.
Premesso che un piccolo investimento va fatto (almeno per la carta e per il baren per cui non ho ancora trovato nessun possibile sostituto) sul resto degli strumenti si può risparmiare parecchio, e in alcuni casi con un po' di ingegno si possono trovare comode alternative disponibili sul mercato italiano.
Seconda premessa, fin'ora io purtroppo non sono riuscita a trovare nessuna di queste cose in Italia (a parte appunto le alternative di cui parlerò tra poco) per questo i negozi che consiglierò sono tutti stranieri e online. Se qualcuno fosse a conoscenza di negozi, online e non (preferibilmente in provincia di Torino grazie : )) è assolutamente pregato di segnalarli, anche perché al contrario di ciò che alcuni malfidati potrebbero pensare non prendo tangenti da Intaglio o McClains e anch'io ci terrei a risparmiare un po' sui miei acquisti di legno e carta.

Allora cominciamo:

Baren: sebbene gli stampatori duri e puri sostengano ce ne vadano di diversi a seconda della "durezza" e forza nella stampa, per cominciare ne basta decisamente uno. Ma per favore evitate quelli davvero super economici (su Intaglio ne trovate uno che costa davvero pochi euro ma quella specie di dischetto di plastica, con cui tra l'altro ho cominciato a stampare io, non dovrebbe essere autorizzato a portare il nome di baren). Con un "piccolo" investimento di una trentina di euro potete acquistare il baren ideato dall'artista Akira Kurosaki, fatto in PVC con comodi dischi sostituibili quando sono troppo usurati. Disponibile sia su Intaglio che McClain.
Tra l'altro se poi decidete che la xilo giapponese dopotutto non fa per voi il baren lo potete utilizzare anche per la xilo tradizionale o per la linocut!


Coltelli: sebbene per esperienza personale abbia potuto constatare che dei buoni coltelli giapponesi ti cambiano la vita, questi sono anche ben ben cari. Per cui prima di spendere soldi per poi magari cambiare tecnica dopo una settimana vale la pena cominciare con l'economico kit che tra l'altro viene spesso usato in tutti corsi e di cui avevo già parlato alla fine di questo post qui. Questo lo trovate su Intaglio (non c'è in catalogo ma potete ordinarlo chiedendo dell' inexpensive tool kit) per neanche una quindicina di euro. Unico problemino, per i mancini l'hangito ha una lama particolare per cui in questo caso tocca acquistarlo apposta (calcolate ahimè almeno una trentina di euro e specificate che lo volete per lefthanded). Altra soluzione se avete già delle sgorbie per xilo tradizionale o sapete dove acquistarle a poco prezzo è di comprare solo l'hangito (che quello non ha equivalente negli attrezzi tradizionali) oppure provare con gli strumenti che avete e se proprio vi piace fare l'acquisto in seguito.





Carta: anche qui come per il baren trovare un'equivalente tra le carte tradizionali è difficile. Quelle da incisione tradizionale sono troppo spesse e risulta molto difficile ottenere buoni risultati. Quelle più sottili non resistono facilmente all'umidità e alla pressione del baren. Per cominciare va benissimo l'Hosho Pad di cui ho già parlato, per una quindicina di euro avrete un bel blocchetto che vi durerà un bel po' (io continuo a usarlo e mi trovo abbastanza bene)


Pennelli per inchiostrare: quelli della foto sono quelli abbastanza economici di Intaglio nelle 3 misure disponibili, mentre su McClains ne trovate di molto più belli e ovviamente più cari. Ma buone notizie, i pennelli si possono sostituire abbastanza decentemente utilizzando dei normalissimi pennelli per stencil oppure ancora meglio tagliando secondo grandezze necessarie delle spazzole da scarpe (possibilmente non usate : )) meglio se in pelo di cavallo.


Pennello per bagnare la carta: di questo ne basta uno ma non saprei davvero con cosa sostituirlo, del  resto lasciamo perdere i bellissimi e carissimi originali giapponesi e accontentiamoci di questo che costa una decina di euro.


Pietra per affilare: non c'è scampo, dopo un po' che utilizzate i vostri strumenti dovrete rassegnarvi e affilarli. Se proprio volete spendere un po' di soldini potete acquistare una wetstone giapponese per 25 euro grossomodo, altrimenti perché non usare della buona e vecchia carta vetro? in varie granature fino alla più fine che possiate trovare, utilizzatela con qualche goccia di acqua come usereste la pietra giapponese e il trucco è fatto, e se subito non riuscite a riportare le vostre lame allo splendore di quando le avete comprate rassegnatevi, ci va un po' di pratica : )

Colla Nori: questa specie di pasta trasparente va dosata con il colore sul blocco e sparsa con i pennelli sullo stesso. Aiuta la carta a rimanere "incollata" sul blocco mentre si stampa con il baren (e sì fregate fin che volete ma nessun problema la carta non si muove) oltre che a fissare il colore sulla carta. Si può sostituire con colla da parati (non è proprio la stessa cosa ma come già detto, per cominciare...) oppure potete provare a farvela da voi seguendo la ricettina dell'artista stampatrice Laura Boswell. Io è da un po' che voglio provare ma l'idea che la pasta non si conservi a lungo fin'ora mi ha un po' dissuaso e per ora continuo a usare la mia Nori Paste originale.


Legno: quasi me lo dimentivavo! Per cominciare provate ad usare del normalissimo compensato (spessore meglio almeno 5 mm altrimenti si imbarca troppo); considerate che non potrete fare intagli spericolati all'inizio e che le venature del legno si vedranno parecchio, per attenuarle un po' potete passare delle carta vetro finissima nella stessa direzione delle venature del legno (passandola contro le venature queste si noteranno ancora di più!).

Ecco adesso avete tutto il materiale e non vi resta che cominciare con la vostra prima stampa! Magari provate con qualcosa di monocromo e con due massimo tre blocchi e poi ditemi se non vi siete innamorati.

Per gli acquisti, a lato nei link trovate sia Intaglio Prinmakers che McClains. Come potete vedere da voi il catalogo di McClains rispetto a Intaglio ha prezzi decisamente più accessibili, ma considerate sia il trasporto che è leggermente più caro (America contro Inghilterra) che soprattutto i dazi doganali (in genere intorno al 20% sul totale dell'ordine) che vi toccherà pagare al corriere al ritiro della merce. Io a parte dei bellissimi pennelli che ho trovato solo su McClains e il legno Shina 9 mm, per il resto compro sempre da Intaglio.

Oppure come dice Paul, la cosa migliore è conoscere qualcuno che abita o si reca spesso in Giappone e allora il problema è risolto : )

1 commento:

  1. Spiegazione più da manuale delle giovani marmotte o da enciclopedia britannica ?
    Certo che tutti questi strumenti mettono un po' di soggezione ..

    RispondiElimina