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27 ottobre 2014

Seconda conferenza internazionale sulla mokuhanga: giorno 2

Makoto Nakayama mostra i riferimenti per stampare a registro il ventaglio

Il secondo giorno di conferenza è stato probabilmente il mio preferito.. sarà che l'eccitazione era al massimo e la stanchezza al minimo, sarà che la giornata è stata incredibilmente densa di cose interessanti, ma sono riuscita a godermelo completamente.



Purtroppo anche questa volta diverse cose si sovrapponevano di orario ed era effettivamente impossibile riuscire a seguire tutto, la mattinata per esempio iniziava con due eventi in contemporanea, la "creazione" di un Hon-Baren da parte del maestro Hideiko Goto e una dimostrazione di stampa secondo lo stile di Kyoto da parte di Makoto Nakayama.

inchiostrando il keyblock

Avevo già avuto la fortuna di vedere il maestro Goto-san all'opera alla prima conferenza quindi ho iniziato con la dimostrazione di stampa.

In particolare di trattava di stampa su una speciale foglia d'oro per la creazione di ventagli e altri oggetti pregiati. Il metodo di stampa è molto differente dalla scuola di Tokyo (che più si avvicina forse al mio), molto più pittorico, caratterizzato da molti e delicati passaggi dello stesso colore per ottenere l'intensità desiderata. Per ottenere il bianco del coniglio in foto ad esempio il maestro ha stampato innumerevoli volte, ogni volta togliendo l'eccesso di colore con della carta assorbente. La dimostrazione è stata particolarmente interessante devo dire in quanto arricchita dalla splendida traduzione di Claire Cuccio, studiosa di stampe e egregia traduttrice, arricchiva i momenti di silenzio con aneddoti storici e particolari sulla tecnica molto preziosi.

Goto-san mostra i diversi effetti si stampa creati con differenti baren

Volevo comunque vedere all'opera anche il maestro Goto-san, soprattutto nella parte finale in cui si avvolge il baren con la foglia di bambù... la prima volta che lo avevo visto lavorare, non avendo mai ancora provato io stessa, non avevo apprezzato in fondo la difficoltà e la maestria con cui confeziona i suoi baren, dunque ho cercato di seguire entrambi i workshop che erano fortunatamente in stanza adiacenti. La dimostrazione di Goto-san si teneva dell'aula universitaria dedicata alla mokuhanga: ariosa, spaziosa, luminosa, ho immaginato con una punta di invidia la fortuna che hanno gli studenti che vogliono praticare la xilografia giapponese qui in università.

mizubake nell'aula mokuhanga...

...e marubake 

Il momento migliore della mia giornata è comunque arrivato quando il maestro Goto ha fatto la dimostrazione di ricopertura utilizzando il mio baren; oltre all'indubbio botta di .. ehm... ho anche scoperto che il mio Murasaki baren (come tutti mi è poi parso di capire) è stato proprio fatto da Goto-san, è che è di "forza" media, non un vero sumi e non un vero beta.

Goto-san e il mio baren

Le dimostrazioni del mattino finivano alle 12 per ricominciare alle 14.30, quindi insieme a Paul abbiamo pensato di dare di nuovo una occhiata alle carte della Trade fair che terminava quel giorno. Ovviamente come era prevedibile (ma a noi non era mica passato neanche per la testa) ci siamo dilungati tantissimo e ci siamo persi tutte le dimostrazioni del pomeriggio. Per l'open portfolio e la dimostrazione a cura delle cartiere Awagami vi consiglio di leggere l'interessante post di Yoonmi Nam su Printeresting.

Paul Furneaux

La giornata non era comunque neanche lontanamente finita, ci siamo dunque recato al closing party dell'esibizione Crossflows, con stampe di Moya Blight, Paul Furneaux e Ralph Kiggel in zona Mitsukoshimae. Lavori bellissimi, ottimo gin&tonic (per dei party che siano degni di questo nome sempre affidarsi agli anglosassoni :)) e infine tornati al 331 Chiyoda per il "Washi dialogue"; una presentazione a cura di Elspeth Lamb su come nasce la carta washi giapponese e come viene fatta con a seguire una presentazione degli artigiani cartai e "spacciatori" presenti alla fiera.

Ralph Kiggell 

Cosa si può volere di più di una giornata così ricca e preziosa?
A prestissimo per il giorno 3!

14 ottobre 2014

Seconda conferenza internazionale sulla mokuhanga: giorno 1

l'imponente manifesto della conferenza

No, non mi sono persa di nuovo, è che gli ultimi giorni sono stati un po' difficili, per motivi per cui non starò a tediarvi, e mi sono trovata a rimandare e rimandare questi post sulla conferenza perché non volevo associare i bei ricordi di Tokyo a un momento francamente un po' triste.. e non volevo neanche scrivere con un umore nero.. ma purtroppo il "momento" rimane quel che è, e tra un po' non è che avrà molto senso parlarvi ancora della conferenza che a conti fatti è terminata esattamente un mese fa.


il librone programma della conferenza principale e il suo fratellino degli eventi satellite


Dunque senza più esitazioni eccomi a scrivere della seconda conferenza internazionale sulla Mokuhanga: il primo giorno ad essere sinceri non c'era previsto molto, giusto la registrazione e il party introduttivo la sera, ma la cosa si è poi rivelata un gran vantaggio e vi spiegherò il perché.

Innanzitutto quest'anno la conferenza, rispetto a quella di Kyoto 3 anni fa, è stata divisa in due, con il "Main" program situato negli spazi dell'università delle arti di Tokyo Geidai e il "Satellite" presso il nuovo complesso artistico 331 Arts Chiyoda. Le due sedi sono entrambe in zona Ueno ma non esattamente vicinissime, e infatti una provvidenziale navetta è stata prevista per collegarle durante i giorni più pieni.


paper fair trade al 331 Arts Chiyoda


Nella sede di Geidai sono stati programmati gli eventi principali, workshop e dimostrazioni oltre a tutte le "letture" proposte da artisti e studiosi, mentre la sede del 331 Arts Chiyoda accoglieva la Trade Fair dove si potevano effettuare acquisti di carte e altri materiali, oltre ad un programma collaterale e una serie di mostre particolarmente interessanti.

Ma andiamo un passo alla volta. L'accreditamento iniziava alle 12 nella sede di Geidai, io e la mia cara amica Linda avevamo deciso di trovarci lì, ci siamo accreditate e abbiamo iniziato a sbirciare nella "sporta delle meraviglie" che ci era appena stata consegnata e che conteneva, oltre ai due libroni che vedete in foto, un bel pacchetto di campioni di carta Awagami, qualche cartina e vari inviti a mostre ed esposizioni in giro per Tokyo; super contente del nostro piccolo tesoro dopo un pranzo veloce abbiamo deciso di dirigerci direttamente verso il 331 Arts per dare un'occhiata alla fiera e soprattutto ai fornitori di carta. 
Due parole veloci sullo spazio del 331 Arts vale la pena spenderle: una ex scuola convertita a spazio espositivo e uffici-studi artistici, io avevo avuto la fortuna di visitarla due anni fa nei primi giorni della residenza a Tokyo (e poi Kawaguchi), perché qui c'è la sede del CfShe e del MiLab e l'ufficio di Keiko-san, mente e  anima della residenza; al tempo la struttura era ancora incompleta se non per qualche ufficio e qualche piccola esposizione e in questo breve periodo è diventata totalmente operativa e soprattutto vitalissima e fulcro di progetti molto belli e vari. 


il modo migliore per far capire la qualità delle diverse carte (oltre che provarle personalmente) è osservare i campioni stampati!! questo e altri espositori si sono rivelati utilissimi!


A questo punto meno male che la prima giornata era appunto scarna di appuntamenti perché dal giorno successivo il tempo materiale per fare acquisti in fiera si sarebbe rivelato quasi nullo mentre la varietà di carte e produttori era veramente interessante e amplia.


lo stand del Japanese Paper Place anche loro con campioni di carta già stampati


Innanzi tutto c'erano alcuni rivenditori internazionali come il Japanese Paper Place, rivenditore anche online di carte washi di tutti i tipi con un bel ventaglio di carte "vintage" o il Paper Connection International, anche questo negozio online con una bella selezione di washi: e poi molto produttori o rivenditori Giapponesi con una scelta davvero di qualità e interessante.  Io volevo comprare qualche campione da provare (al momento mi sto trovando molto bene con la mia Mawata light e ne avevo fatto una bella scorta, ma ho capito con le carte giapponesi fatte a mano meglio non abituarsi ad usarne solo un tipo non si sa mai per quanto e in che quantità saranno disponibili sul mercato) e la scelta che sembrava impossibile si è rivelata facilitata da due fattori: la possibilità di dialogare in inglese e il fatto di poter eventualmente effettuare acquisti dall'Italia. Esclusi a questo punto a malincuore diversi stand sono stata relativamente morigerata ed ho acquistato 3 o 4 tipi diversi di carta che sono ancora impacchettati e in attesa di essere provati. 



Nancy Jacobi del Japanese Paper Place mostra un esempio delle meraviglie che si possono fare con la carta washi


Se la fiera per quando riguarda la carta (che è comunque la cosa più importante nella stampa giapponese e dunque condivido pienamente la scelta dell'organizzazione) era una gioia, la parte restante dedicata a strumenti e colori è stata un po' deludente. Di qualche interesse una dimostrazione a cura della Holbein, famosa marca di colori giapponese che pare abbia inventato un pigmento liquido apposta per la mokuhanga, particolarmente intenso e da usare anche con la carta asciutta, ma al momento introvabile al di fuori del Giappone e dunque relativamente non troppo interessante per me, e poi qualche strumento per intagliare e stampare abbastanza "base".


dimostrazione di stampa con pigmenti liquidi Holbein


Il pomeriggio è semplicemente volato guardando campioni, facendo il calcolo di cosa acquistare e incontrando e reincontrando gente nuova, e ci siamo ritrovati di fretta e sotto un'acquazzone mai visto a tornare a Geidai per il party iniziale, a completamento di una giornata intensa e bellissima. 

Ma la conferenza vera e propria comincerà il giorno dopo con dimostrazioni davvero interessanti quindi vi do appuntamento al prossimo post!

30 settembre 2014

Tokyo 2014: primi giorni

Hama-Rikyu gardens

Iniziavate già a darmi per dispersa e avevate perso ogni speranza sui post Giapponesi? La verità è che dopo due o tre giorni di aggiustamento jet-lag e dopo altri 4-5 da panico foto perse (ho cambiato il telefono e nonostante avessi fatto tutti i back-up immaginabili all'inizio niente, le foto vecchie proprio non volevano comparire) ho iniziato giusto ieri a pensare al blog e a quello che volevo scrivere. 
Non voglio tediarvi con tutto tutto quello che abbiamo fatto nelle due settimane trascorse a Tokyo, quindi ho pensato di fare un post pre-conferenza, uno per ogni giorno della stessa e un post conclusivo; forse così riuscirò anche a mettere a fuoco tutte le cose meravigliose che ho visto e l'esperienza incredibile che la conferenza è stata.

La foto qui sopra rappresenta abbastanza bene una certa parte di Tokyo, quella elegante e aggraziata dello stile classico e antico dei giardini giapponesi, dove ci si può perdere per ore, opposta ai grattacieli moderni e frenetici. Ma anche questa non è che una sfaccettatura di questa città immensa e pazzesca che solo dopo la quinta visita sto iniziando lentamente a conoscere; e se all'inizio quando pensavo al Giappone pensavo senza dubbio a Kyoto,  Tokyo mi sta entrando così tanto nel cuore con le sue contraddizioni e le sue follie che sto imparando ad amarla sempre di più (sarà forse anche per il fatto che ci sono i migliori negozi al mondo di carta, strumenti, legno e tutto quello che vi viene in mente legato alla mokuhanga?). 

Asakusa by night

Comunque dopo una partenza non proprio brillante, tra un collegamento aereo preso letteralmente al volo (ehm.. va beh), i bagagli persi e il disastroso jet-lag e aver passato il sabato a ciondolare abbastanza domenica eravamo pronti per una vacanza con una sola idea in mente: MOKUHANGA! (sì lo so, ho un marito che non è d'oro ma di più non me lo dite che si monta ancora di più la testa :))



Si è cominciato quindi con una mostra "Mokuhan Zomeki: What happened in Japan": una antologia da sogno su come si è evoluta e come è stata percepita negli anni l'evoluzione della stampa Giapponese al di fuori dei soli Ukiyo-e. Questa mostra è stata un incanto, se devo trovare un difetto era che non si potevano fare fotografie e non era stato previsto un catalogo (e, aggiungo ora, neanche un catalogo elettronico!). Soprattutto la sezione moderna e contemporanea vantava delle stampe di una bellezza indescrivibile; ho cercato a lungo anche solo una piccola selezione online di immagini (o anche solo degli artisti) da farvi vedere ma ogni ricerca è stata vana :(
Il resto della giornata è passando girollando per Ueno e dintorni, incantati dal suono delle cicale e dalla vista delle famiglie Giapponesi che puntualmente la domenica si "vestono bene" e vanno a godersi la natura come possono.
La sera abbiamo brindato e cantato al ricongiungimento con le nostre valige e dopo una mega dormita eravamo pronti per la settimana che ci attendeva.


lame in mostra nel negozio di strumenti Shimizu

Lunedì è cominciato portando i miei strumenti ad affilare; la piccola bottega Shimizu in Akihabara è famosa tra quelli che hanno avuto la fortuna di imparare la mokuhanga in Giappone. Un piccolo incanto dove si possono scegliere direttamente le lame da comprare, associarle all'impugnatura preferita e infine decidere quale tipo di affilatura di vuole. Il proprietario del negozio effettua anche un servizio di affilatura degli strumenti ad un prezzo veramente accessibile, e io questa volta li ho portati tutti e ho fatto davvero bene: oltre ad aver affilato i miei scalpelli superbamente ha anche trattato ogni lama con una cera per non farli arrugginire (facendomi tra l'altro capire che forse dovrei trattarli meglio i miei cari coltelli).

la singolare entrata di Woodlike Matsumura, impossibile non notarla

La tappa successiva è stata Woodlike Matsumura, la mecca per "tutto quello che vi serve ma non lo sapevate ancora" per la mokuhanga. Situato alla periferia ovest di Tokyo, non proprio facile da trovare se non vi siete organizzati prima con google map, questo è un negozio che non pare neanche tale, più un magazzino diciamo. Però hanno davvero tutto e di qualità molto alta. Io avevo bisogno di carta, e per evitare di doverla ordinare di nuovo dall'Italia (pagandola quindi più del doppio tra spedizione e sdoganamento) ne ho presa tanta. Per essere sicura di trovare quello che volevo nelle quantità che volevo avevo mandato qualche mese fa una email chiedendo di tenermela da parte; e ho fatto bene perché ho sentito alcuni artisti alla conferenza lamentarsi di non aver trovato quello che volevano. Posso solo consigliarvi una cosa, se mai vi capiterà di voler passare: se mandate una email per chiedere del materiale poi stampatela e portatela con voi; e se all'inizio pare non capiscano quello che volete insistete (gentilmente of course).. solitamente ad accogliere in clienti c'è Matsumura-San in persona che però non parla inglese, mentre il suo collaboratore sì e anche abbastanza bene.
Non ultimo prevedete una mattinata o un pomeriggio a disposizione: dal centro di Tokyo ci vogliono in genere almeno 40 minuti di metro-treno e poi quando si arriva lì ovviamente ci si perde: astenersi i non interessati alla mokuhanga perché è davvero un negozio specializzato e a meno che voi vogliate comprare della carta washi non c'è davvero nulla altro che possa interessarvi.

pigmenti in bella mostra da Woodlike

La sera ci siamo trovati a cena con Paul Furneaux per quella che è stata la prima di molte serate divertentissime passate a chiaccherare e ridere come matti; Paul è stato il mio primo maestro ed è un artista incredibile, ma soprattutto è una persona davvero bella, brillante e simpatica con cui passare il proprio tempo.

Shibuya by night

Il martedì è passato velocemente tra una gita in battello fino ai Hama-Rikyu gardens (quelli della prima foto), una mostra (niente stampe sta volta e la mostra non era proprio degna di essere ricordata ma è stato comunque un'esperienza interessante) guardata con Paul e una cena insieme. 

Arriviamo dunque a mercoledì e all'inizio della conferenza ma per questo dovrete aspettare il prossimo post :)

PS: Sì lo so che la parte iniziale del testo è giustificata mentre la seconda allineata a sinistra.. blogger mi sta facendo perdere stima nei suoi confronti ad ogni nuovo post.. probabilmente devo semplicemente rassegnarmi a scrivere e formattare tutto il testo e poi aggiungere le foto... proverò coi prossimi post.





19 agosto 2014

un po' di Apricale

un anno e mezzo di lavoro tutto su una parete (ok manca qualcosa ma mi fa effetto lo stesso)




















Lo so, avevo detto che ci saremmo riscritti e riletti a settembre, ma sono tornata ieri dalla residenza ad Apricale e non potevo non farvi vedere qualche immagine del sogno che sono stati questi 15 giorni.



Il progetto dell'Atelier A è qualcosa di meraviglioso nato dalla fantasia dell'esposiva Roberta (che da quest'anno è affiancata all'indispensabile Gabriele). Una casa, un'atelier, una residenza dove "artisti" di qualsiasi disciplina possono passare del tempo ad ispirarsi a lavorare, ad esporre, a condividere ed imparare, lasciando alla fine qualcosa di loro, un'opera, una immagine, una scultura una performance, persino un concerto (guardate quello che stanno combinando in questi giorni!).

"io e Raffaella" insieme

Io queste due settimane le ho passate insieme alla mia cara amica Raffaella, abbiamo camminato, chiaccherato, mangiato ma soprattutto lavorato tantissimo. E la cosa più straordinaria è che sono tornata con una carica incredibile per iniziare nuovi progetti.
Quindi mentre mancano ancora due settimane e mezzo alle sognate vacanze, ho un bel po' di tempo per mettere a frutto questo entusiasmo e questa energia incredibile.

Vi lascio il progetto finale realizzato in Atelier.. il mio primo libretto tutto intagliato e stampato a mano su carta giapponese. Pensato per l'atelier, per Apricale (ed un po' anche per il piccolo Arturo, splendido bimbo figlio di Roberta).


Lo potrete vedere dal vivo alla mostra - Aperto 3 - che si terrà a dicembre, ovviamente ad Apricale, con tutti gli artisti in residenza di quest'anno; vi terrò aggiornati sulle date esatte e sì, io conto proprio di esserci all'inaugurazione.

E se volete saperne di più dell'Atelier, del loro progetto e delle meravigliose persone che ha dietro non aspettate e andate subito sulla loro pagina facebook!

3 luglio 2013

Fare sogni leggendo Shakespeare


A midsummer night's dream
3 blocchi di legno Shina
stampata con acquerelli e inchiostro sumi su carta Nishinouchi
8 passaggi di colore
tiratura 20 copie

La verità è che ormai non mi ci metto neanche più a scusarmi della mia assenza dal blog. Ho passato l'ultimo mese in una frenesia da fine lavori per un sacco di progetti e lungi lamentarmene, ma chi ne ha patito alla fine sono stati il blog e il negozio online. Ho passato gli ultimi due giorni ad aggiornare il mio negozio etsy e adesso finalmente mi prendo un po' di tempo da dedicare solo al blog.

E poi diciamo che questo post un po' lo temevo perché ho tantissime cose da dire e sono già preoccupata di dimenticarmi qualcosa.

Intanto partiamo dal principio e cioè da come è nata questa stampa. Vi ho già parlato della residenza ad Apricale che farò a partire da fine mese fino al 10 agosto: beh tra le tante cose belle di questa occasione c'è un di più, e cioè una settimana di spettacoli del Teatro della Tosse di Genova che le due settimane centrali di agosto si trasferisce tra le stradine di Apricale a cielo aperto... in pratica una figata pazzesca!
Beh un uccellino mi ha detto che forse (e ripeto forse) la rappresentazione di quest'anno potrebbe essere un qualcosa di un certo Bardo (no ma lo devo mettere il link a wikipedia? va beh l'ho messo :)); e vi dirò francamente che mi sono anche chiesta ma io davvero avevo bisogno di questa scusa per fare una serie di stampe ispirate ai suoi lavori?

Ad ogni modo per tornare alla stampa vera e propria, la verità è che non avevo veramente idea di cosa avrei potuto fare, ma da un po' mi frullava nella mente di provare a intagliare delle lettere e inserire quindi delle frasi e dei pensieri in alcune stampe, e dopo aver letto e riletto e sottolineato il testo originale, ne ho individuate alcune che mi hanno colpito più delle altre; però mi piaceva anche l'idea di rimanere abbastanza fedele alle ultime cose che avevo fatto senza buttarmi di nuovo su qualcosa di troppo illustrativo.. morale è nato un piccolo disegno, come al solito sulla mia moleskine.

terminando le prove di stampa: il retro
E a questo punto dovevo solo trovare l'albero che facesse al caso mio (un meraviglioso faggio rosso che si vede da casa mia e che volevo intagliare da non so quanto ma non volevo privare della sua bella chioma) e decidere cosa fare col testo: dopo un bel po' di prove di lettering fatto a mano mi sono decisa per utilizzare il testo originale; quindi ho fatto una fotocopia ingrandita della porzione che mi interessava, tagliuzzato tutte le parole e disposte come mi piacevano, quindi ricopiato tutto su carta velina e riportato sul blocco.

per lo sfondo ho stampato l'unico blocco in due momenti come se fossero due parti distinte
E a proposito di blocchi, ne ho intagliati tre: uno per l'albero, uno per lo sfondo blu a cui ho tolto qualche "lucciola" (e che ho inchiostrato metà di blu scuro e metà di azzurro più chiaro in fase di stampa) e l'ultimo per il prato e la scritta. 

Per quanto riguarda il legno ho finalmente provato il 9mm comprato su Intaglio Printmakers e di cui vi avevo accennato qui: allora, non è senz'altro tutto shina, gli strati interni sono di un legno molto meno pregiato e che si scheggia un po', ma a favore c'è il fatto che gli strati superiori sono molto più spessi rispetto a quello di McClains (quindi al momento nessun problema di "scollamento" come avevo avuto sempre nello stesso post di sopra) e il legno ha retto le linee sottili molto bene...la pecca più grande: va lisciato moltissimo con la carta vetro altrimenti in fase di stampa si crea una specie di poltiglia legnosa sulla superficie che rende difficile stampare, ad ogni modo se uno si arma di pazienza a un po' di fogli di carta vetro (a grana almeno 600) il risultato è ottimo, tant'è che ne ho appena rifatto l'ordine online.

primo blocco per lo sfondo
Ho stampato per primo il blocco dello sfondo: 3 volte per la parte blu scura del cielo per ottenere l'intensità che volevo, mentre sono bastate 2 per la parte più chiara in basso: ho trattato il blocco come se fossero due pezzi separati e inchiostrato prima una metà e poi l'altra, questo perché ho deciso di stampare nelle giornate più calde che ci sono state fino ad ora e il colore si sarebbe asciugato sul blocco prima di stampare avessi inchiostrato tutto in un solo passaggio.

secondo blocco: l'albero
Per l'albero sono bastati due passaggi con l'inchiostro sumi per ottenere il bel nero intenso che volevo.

terzo e ultimo, la collina e il testo
Mentre è bastato un passaggio per l'ultimo blocco, un grigio ottenuto con sumi e colla nori e poi sfumato con sumi intenso in alto in modo da confondere lo stacco della fine dell'albero. 

La stampa finale è stata realizzata nuovamente con carta Nishinouchi; che dire, questa carta continua a piacermi molto, non fosse per il fatto che (come mi ha confermato Annie con il suo parere molto più esperto in un commento allo scorso post) la collatura non è uniforme, e ogni tanto capita che il foglio dopo la stampa lasci una notevole peluria sul blocco.

Della seconda stampa su questo tema parlerò la prossima volta (la prossima settimana prometto!), intanto oggi ho iniziato a pensarne una terza, decisamente più piccola, per un concorso a cui volevo partecipare... 

Vi ricordo che questo fine settimana inaugurano sia la collettiva di ArteperVoi a cui partecipo con due stampe, sia la mia personale da Evvivanoè: non ho trovato una soluzione al problema ubiquità che è stato però felicemente risolto visto che il vernissage a Cherasco sarà la sera dopo cena; quindi per chi volesse venire a fare un saluto sarò sabato pomeriggio dalle 16.00 ad Avigliana per poi muovermi a Cherasco dove vi aspettiamo alle 21.00 con lo scrittore Pino Pace e la libreria Therese. E io rimarrò a Cherasco anche tutta la domenica per delle dimostrazioni di stampa in galleria... che meraviglioso week end che mi aspetta!
E voi un salto fatelo :)

13 giugno 2013

ancora in fiore


Reborn
3 blocchi di legno Shina
stampata con acquerelli e inchiostro sumi su carta Nishinouchi
7 passaggi di colore
tiratura 30 copie

In verità siamo un po' oltre limite massimo per questa stampa, le ciliegie sono ormai mature sugli alberi e i pruni sono pieni di piccoli frutti che a breve saranno deliziosi, quindi i fiori sono giusto un po' fuori stagione, ma ve l'avevo promesso dall'altra volta che sarebbe arrivata la seconda stampa realizzata per la mostra di Artepervoi che si inaugurerà il 6 luglio, quindi eccovela.

E tra l'altro, visto che in questo periodo stanno capitando tante cose belle, ma decisamente tutte insieme, l'inaugurazione della personale da Evvivanoè di cui vi parlavo sempre nello stesso post di cui sopra sarà, indovinate un po', il 6 luglio (a proposito qualcuno sa dove si possa comprare un po' di dono dell'ubiquità? giusto giusto per un pomeriggio?)!
La deliziosa Sara sta lavorando come sempre assiduamente e stiamo cercando di organizzare un piccolo evento per la sera del 6, ma posso già dirvi che anche domenica 7 sarò in galleria per delle dimostrazioni di stampa. Intanto se passate da Cherasco in questi giorni in galleria potete trovare le bellissime ceramiche di Enrica Campi e Massimo Voghera.

Di questa stampa non vi dico nient'altro, del resto sia il numero di blocchi che il procedimento  sono gli stessi della sua "gemella", anche la carta usata è la stessa, la Nishinouchi di McClains che sto usando anche per le nuove stampe in gestazione adesso e che mi piace davvero molto; non riesco però ancora a capire se alcuni fogli non abbiano abbastanza colla sulla superficie o se sono io che non stampo con costanza, ma capita che a volte alcuni fogli perdano un bel po' di pelucchi: la cosa non è stata neanche tanto evidente con queste stampe piccoline, ma con i blocchi che sto stampando al momento (potete vederne una anticipazione sulla mia paginetta fb :)) mi capita ogni tanto... 
Comunque ho in programma intensi giorni di stampa nelle prossime settimane in vista della mostra quindi avrò modo di testare la carta sempre meglio.
E ora torniamo a stampare :)
A presto!

22 maggio 2013

profumo di primavera




New Soul
3 blocchi di legno Shina
stampata con acquarelli e inchiostro sumi su carta Nishinouchi
7 passaggi di colore
tiratura 30 copie


Sono stata di nuovo un po' assente dal blog.. scusate! Il periodo è ricco di cose interessanti da preparare e nel frattempo sono anche andata via qualche giorno (e sta volta non ne ho parlato perché per una volta con la Mokuhanga non centrava proprio nulla) e poi appena rientrata ho cominciato a lavorare freneticamente ad un sacco di cose, e a parte una di cui non vi parlerò perché anche qui la xilografia Giapponese non centra, di tutto il resto vi faccio un po' di anticipazioni.

Cominciamo da quella direttamente collegata alla stampa postata qui sopra. Sono stata invitata a partecipare alla terza rassegna del 20x20 che ci sarà qui ad Avigliana, organizzata dall'associazione Artepervoi; come dice il nome le opere dovevano rigorosamente essere tutte 20x20 e visto che non avevo nulla in quel formato ho iniziato a pensare a qualcosa fatto ad hoc. I fiorellini di questo pesco avrebbero dovuto essere un augurio per una primavera che francamente qui si sta ancora facendo aspettare, aprile e maggio sono stati veramente freddini (e anche oggi nonostante io scriva dal tavolino di un bar per godermi un po' di aria fresca ho ancora golfino e sciarpina che l'aria è diciamo fresca ecco): per questa stampa ho usato 3 blocchi, uno sfondo rettangolare per il rosa, uno blu a cui ho asportato i piccoli fiori e infine l'ultimo da cui ho intagliato l'albero.

Le stampe per la rassegna sono in realtà due e posterò l'altra nei prossimi giorni, con queste ho anche colto l'occasione per provare la nuova carta comprata su McClains, la Nishinouchi un 90% Kozo che si è rivelata un ottimo acquisto (ma del resto me l'aveva consigliata la mia amica Linda e non avevo dubbi). Questa carta mi piace davvero molto, leggermente giallina e non troppo spessa (60gr/mq) ma assorbe il colore benissimo, e sono curiosa di provarla per stampe più grandi.
Sono stata davvero contenta di aver trovato una carta che mi piaccia così tanto, visto che la mia Azusa portata dal Giappone sta per finire (e al momento sul sito di Woodlike Matsumura dove l'avevo acquistata non è disponibile) e la Azusa comprata su Intaglio non è la stessa cosa (un po' troppo soffice e si satura di colore molto in fretta).

Oltre a questa rassegna la cui consegna dei lavori è prevista questo fine settimana, ho iniziato a ristampare un po' dei primi alberi (che i primi esemplari nel frattempo hanno trovato posto in diverse case :)) per un allestimento che ci sarà a luglio nella mia adorata galleria Evvivanoè, e mi sto preparando psicologicamente per la mia partecipazione all'Inchiostro festival di Alessandria: con (e grazie a) Ivan Pengo e la Stamperia 74/b infatti faremo qualche dimostrazione di stampa Mokuhanga, potete vedere il programma qui che si annuncia davvero ricco e interessante.

E da ultimo, ma solo in ordine cronologico, inizia ad essere abbastanza sicura la mia partecipazione ad una residenza artistica ai primi di agosto presso l'Atelier A di Apricale in Liguria, e anche qui devo ringraziare qualcuno nella fattispecie Enrica Campi e Massimo Voghera con cui tra l'altro dividerò l'atelier (oltre ovviamente a Roberta dell'atelier che ha accettato la loro proposta di estendere anche a me l'invito).

Quindi come vedete ce n'è abbastanza per essere molto impegnate (e molto contente) e quindi adesso me ne ritorno a stampare. 

7 marzo 2013

Hiroshige e un po' di Parigi


Per chi fosse rimasto alla mia richiesta "che regalo si fa a un marito che per Natale ti regala la tua prima mostra?" dopo lungo pensare la mia risposta è stata "un week end a Parigi!" anche perché volevo approfittarne per vedere la mostra di Hiroshige  alla Pinacotheque.

Ed è dal momento in cui sono uscita dalla suddetta mostra che sto pensando a scrivere questo post, il che non rende certo la cosa più facile. Ho pensato a lungo a cosa dire, non sentendomi minimamente all'altezza.. poi però ho deciso di farlo lo stesso.. non sarà certamente una recensione o una critica, cosa che non saprei assolutamente fare, ma semplicemente una piccola condivisione della meraviglia che è stata, con alcune delle immagini che mi sono rimaste più in mente (e anche qui la cosa non è stata mica semplice, parte della difficoltà dello scrivere il post è stata la scelta delle immagini.. ho iniziato a prendere appunti sul mio taccuino a inizio mostra e alla fine senza neanche accorgermene avevo riempito più di dieci pagine di note e le immagini postate sono solo alcune di queste)


Intanto posso dire con certezza che si è trattata della mostra più emozionante che abbia visto da diverso tempo: siamo entrati alle 11.20 di sabato per uscirne alle 14.00 senza renderci minimamente conto del passaggio del tempo... e quando siamo scesi al piano inferiore dell'allestimento, già appagati e contenti, credendo che le opere fossero terminate, abbiamo scoperto di essere solo a metà e che ci attendeva ancora tutta la parte più bella (o meglio quella che mi è piaciuta di più forse perché conoscevo meno questa serie di stampe) le "Sessantanove stazioni del Kisokaido".



L'unica cosa che ho trovato come difetto è che, anche qui come era già stato a Palazzo Reale a Milano per la mostra sugli Ukiyo-e, non è stata dedicata nessuna attenzione alla tecnica; le didascalie riportavano semplicemente la scritta "incisione su legno policroma" e tutte le spiegazioni giravano intorno al concetto di "visione nipponica" dell'arte, della prospettiva e del rappresentare la realtà.. tutto molto interessante davvero, ma qualche spiegazione in più sulla mokuhanga vera e propria secondo me avrebbe fatto apprezzare le stampe se possibile ancora di più.. o almeno so che così è stato per me e anche per mio marito che ormai a furia di sentirmi parlare di "bokashi" e "gomazuri" a non finire mi chiedeva indicazioni di come fosse fatto un effetto o l'altro. Mentre per esempio personalmente ho trovato abbastanza ridondante il filmato che riproponeva semplicemente immagini delle stampe, ma ripeto, forse è una tara mia ora che pratico la mokuhanga e mi aspetto che tutti sarebbero interessati a vedere come le stampe sono realizzate mentre magari così non è.


Semplicemente magnifiche poi le stampe degli ultimi anni, intorno al 1857, una più meravigliosa dell'altra.


Dopo un pranzo veloce, per non farci mancare niente poi abbiamo fatto un salto al Musée du Quai Branly dopo aver visto una pubblicità abbastanza inequivocabile di stampe mokuhanga:


Intanto non eravamo mai stati in questo museo e ci è piaciuto moltissimo, la mostra dedicata a Paul Jacoulet è stata molto interessante: non conoscevo questo artista, e le stampe erano davvero belle, ma soprattutto qui, in opposto alla Pinacotheque, è stato dato grande spazio alle spiegazioni tecniche vere e proprie e questo non poteva che giovare al percorso secondo me. Quindi diverse vetrine con gli i blocchi intagliati e il baren e pigmenti per stampare, ma anche un video  interessantissimo che riassumeva le fasi principali di intaglio e stampa (e abbiamo notato entrambi, sia io che il marito che la gente di fermava a lungo a osservare gli strumenti e a guardare il filmato). 

Per il resto che dirvi, Parigi è sempre Parigi, bella e incantevole. Avendola già vista tante volte abbiamo camminato tantissimo senza meta semplicemente per goderci gli scorci dei palazzi e delle stradine.

Mi sarebbe piaciuto unite l'utile al dilettevole, e riuscire a trovare qualche negozio che vendesse carta giapponese, ma le mie ricerche su internet sono state infruttuose. Ma intanto mi accontento dell'ultimo ordine fatto su Intaglio (poco prima di partire e già arrivato) in cui ho ordinato tre nuovi tipi di carta e del legno 9mm per intagliare.. non vedo l'ora di provare tutto e di farvi ovviamente sapere!!

11 febbraio 2013

qualche albero e un po' di neve

Oggi facciamo due al prezzo di uno. E' che sono abbastanza indietro con il mostrarvi le stampe, come del resto con i post, allora ve ne posto direttamente due :)

Se non l'avevate intuito qui continua la serie con gli alberi e ce ne saranno altri a seguire... del resto sono stati molto apprezzati durante la mostra, e mi divertono molto sia in fase di intaglio che di stampe dunque perché cambiare?

La verità è che sto imparando molto a stampare in questo modo. Per ottenere degli sfondi che siano abbastanza intensi devo ristampare lo stesso blocco diverse volte, cosa che prima non facevo (al massimo due volte per lo stesso colore) anche perché la carta che utilizzavo non me lo permetteva, saturandosi di inchiostro molto velocemente. Invece con la "nuova" carta Giapponese riesco a fare tanti tanti strati di colore e, ripeto sto imparando tanto sulla stampa.


A winter tale
3 blocchi di legno shina
stampata con acquerelli e inchiostro sumi su carta Azusa
8 passaggi di colore
tiratura 20 copie

E rimanendo in tema di imparare, per fare la sfumatura qui sopra, dall'azzurro all'arancione, ho usato 2 blocchi. Ho prima stampato l'azzurro sfumandolo fino al bianco della carta e poi in seguito utilizzato una piccola parte di un altro blocco per fare solo la sfumatura arancione (non ho i blocchi da farvi vedere al momento visto che sono tutti in mostra!) ma mi domando se sia effettivamente questo  il modo migliore? Qualcuno sa darmi delucidazioni?


Luminescent
2 blocchi di legno shina
stampata con acquerelli e inchiostro sumi su carta Azusa
7 passaggi di colore
tiratura 20 copie


Niente di particolare invece su questa seconda, se non che all'inizio la luna avrebbe dovuto essere semplicemente del colore della carta. Pensavo che essendo questa non troppo sbiancata la luna sarebbe spiccata ma non esageratamente, invece complice forse il colore tendente al giallo in contrasto con lo sfondo blu, nelle stampe di prova era letteramente accesa come una lampadina. Quindi ho semplicemente intagliato sempre sul blocco del keyblock (che fortuna che non avevo "pulito" così in là : ) qualche macchia lunare in modo che la mia luna sia ancora luminosa ma non troppo.

Per tutti coloro che non sono venuti alla mostra e che non riusciranno a venire, lascio anche il meraviglioso haiku di Akutagawa Ryunosuke che ha dato il nome alla stampa: infatti mentre la stavo terminando e la sera leggevo i miei libri di poesie per prepararmi alle letture da fare in mostra, dopo aver scovato questa era inevitabile che diventasse il nome della stampa:

Luminescente
la luna sulla collina
profumo
di foglie cadute

Infine, parlando ancora un po' di carta al momento ne sto usando due, entrambe comprate da Woodlike Matsumura quando ancora ero a Kawaguchi, la Azusa e la Lenge: dovrebbe essere possibile acquistarle anche da qui (certamente lo è dall'America) e visto che la mia scorta sta velocemente esaurendosi presto mi toccherà verificare se è davvero così; come al solito il vero problema oltre al costo del materiale in sè (in questo caso ancora relativamente contenuto, sono entrambe carte ancora abbastanza economiche) e della spedizione sarà il salasso della dogana, quindi continuo ad essere alla ricerca di posti dove acquistare washi giapponese in Europa: i recenti acquisti da Falkiners non mi hanno soddisfatta, ma del resto avendo acquistato online qualche foglio di prova solo dalle specifiche tecniche e le foto senza toccare i campioni era abbastanza prevedibile (a tale proposito, visto che ho in programma a breve un weekend a Parigi qualcuno ha qualche indirizzo da consigliare?).

Per concludere davvero finalmente anche qui è arrivata la neve. Si è fatta attendere praticamente tutto l'inverno ma questa mattina ci siamo risvegliati in un paesaggio tutto bianco e silenzioso, quindi vi lascio  guarda un po' con un altro albero, questa volta dal vivo : )
A presto!


28 gennaio 2013

il giorno dopo

il piano superiore è stato tutto dedicato all'allestimento delle stampe

Va bene, in realtà sono due giorni dopo, e ieri i buoni propositi di scrivere il post fresco fresco di inaugurazione c'erano tutti, ma poi c'erano le cose da preparare per la dimostrazione, c'era la chiesa da ripulire dopo il piccolo buffet offerto al vernissage del sabato, e guarda un po' mi ritrovo solo ora a scrivere.

blocchi in primo piano!
Che poi a dirla tutta i miei ultimi post sono tutti uno scusarsi per la poca frequenza con cui aggiorno il blog, e in effetti mi spiace e mi scuso davvero, ma dopo un po' a leggere le stesse cose voi vi annoiate pure : )

altro scorcio del piano superiore
Dunque parliamo un po' di sabato. La giornata è stata intensa e incredibile. Il panico vero e proprio è iniziato verso le 11 con una intervista radiofonica (ommamma!) su una emittente locale, dopo essere stata contattata in seguito all'uscita di un'articolo che parlava un po' della residenza in Giappone, sempre su un giornale della zona. Allora diciamolo subito io non sono brava a gestire discorsi e stati emozionali, e se per esempio alla conferenza a Tokyo avevo la scusa dell'inglese e delle pause per la traduzione in Giapponese, qui neanche quella, ma semplicemente il puro panico da diretta... però la speaker Viviana è stata fantastica ad indirizzarmi e non farmi partire per la tangente con i miei racconti.

le mie stampine dedicate all'Hanami, tutte in fila

Dopo tutta queste emozioni c'erano le ultime cose da sistemare, le foto del Giappone che proprio non ne volevano sapere di stare attaccate ai pannelli, il piccolo buffet da imbandire, e incredibilmente velocemente sono arrivate le 16. E sono arrivate anche le persone, già fuori a fare la "fila" e aspettare che aprissimo le porte e poi, ininterrottamente tantissime fino a sera.

didattica! pannello storico informativo sulla Mokuhanga

Ho parlato con così tanta gente, salutato amici, spiegato intagli e passaggi di stampa, ma meno male che c'erano Sara (aiutata dal suo prezioso marito) e Fabio (il mio di marito, prezioso anche lui : )) ad aiutarmi nel dare spiegazioni e intrattenere le persone. E' stato bellissimo vedere come erano tutti curiosi e interessati di sapere come nascono le mie "stampine".

esempi di passaggi di stampa in due varianti molto diverse

La mostra poi voleva essere anche un po' didattica, e ho cercato di raccontare cosa sia la mokuhanga, come nasca, oltre a come accennavo prima il mio viaggio in Giappone.

Ieri pomeriggio è venuta nuovamente tantissima gente, e la dimostrazione di stampa davanti a un pubblico numeroso e attento è stata davvero emozionante!

dimostrazione di stampa

Bene, direi che per quanto riguarda il vernissage è tutto, la mostra sarà aperta fino al 27 febbraio, sto pensando di fare una piccola festa finale (perché diciamolo la giornata di sabato mi è piaciuta troppo) e sicuramente ci sarà una serata speciale a lume di candela in occasione di M'illumino di meno il 15 febbraio.

NB Questo post è senza foto perché ho esaurito lo spazio disponibile su blogger (ma come ho fatto?), adesso aggiornerò la mia pagina fb con un po' di immagini e nel frattempo qui si lavora per fare il passaggio a wordpress.. spero di non impiegarci troppo tempo perché ho tantissimi alberi nuovi da farvi vedere!!!
AGGIORNAMENTO: mi sono arresa a blogger e sarò qui ancora un po' direi : ) ma intanto eccovi alcune foto della mostra e a questo punto a prestissimo con gli alberi
e se volete leggere qualcosa un po' meno "di parte" potete andare qui: